La crioconservazione in vapori di azoto liquido è una tecnica di conservazione a lungo termine che permette di mantenere inalterata gran parte delle vitalità cellulare. Le bassissime temperature consentono la riduzione dei recettori di istocompatbilità ed evitano il problema di rigetto da parte del ricevente.
I tessuti, dopo la decontaminazione in antibiotico, vengono immersi in una soluzione crioconservante che permette il rallentamento della formazione dei cristalli di ghiaccio ed evita lo shock da iperosmolarità.
I tessuti sono contenuti in sacche resistenti. Raggiungono le basse temperature attraverso un processo di criocongelamento controllato (1 grado al minuto) che garantisce la resistenza meccanica del tessuto stesso.
I tessuti sono stoccati in un tank a vapori di azoto a temperatura controllata. I tessuti stoccati devono essere utilizzati per trapianto non oltre i 5 anni dalla data di congelamento. Le tecniche applicate seguono le linee guida nazionali e sono accreditate secondo la norma del Centro Nazionale Trapianti.