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La prima tecnica chirurgica uroginecologica documentata con utilizzo di materiale omologo si ritrova nel 1907 quando Giordano descrive la sling pubovaginale con tessuto prelevato dalla fascia dei muscoli retti dell'addome. Tale tecnica, con modifiche anche di sede di prelievo (fascia lata), è stata largamente diffusa fino ai giorni nostri. Negli anni '80 in ortopedia e oftalmologia si diffonde l'utilizzo di materiale da banca con ottimi risultati. Dal 1996 si ha letteratura circa tecniche di sling sottouretrale con materiale cadaverico. Con l'avvento della chirurgia protesica per la cura del prolasso genitale femminile sintomatico dal 2000 si inizia ad utilizzare, sia per via addominale che vaginale, tessuto da banca. Ciò allo scopo di beneficiare dei risultati delle tecniche sostitutive utilizzando un materiale più biocompatibile rispetto alle protesi sintetiche e che quindi meno esporrebbe la paziente a complicanze postoperatorie.